I tuoi dati restano tuoi.
Qui trovi dove li teniamo, chi può vederli e cosa mettiamo per iscritto.
Dove stanno.
I dati che metti nel sistema stanno in un archivio in Unione europea. Gli altri fornitori li scegliamo di norma in Unione europea; quando uno lavora anche fuori, il trasferimento è coperto dalle garanzie previste dal GDPR. L’elenco dei fornitori è nella nomina a responsabile.
Questo sito non usa cookie e non carica niente da altri siti. Il portale usa solo cookie tecnici: quello che ti tiene dentro dopo che sei entrato, uno che limita la frequenza con cui registriamo l’ultimo accesso e due che ricordano come hai lasciato il menu e l’assistente. L’elenco è nella pagina Cookie.
Per entrare non serve una password.
Scrivi la tua email e ti arriva un link. Il link scade, e quando lo apri ti chiede di premere Entra: così non lo consuma al posto tuo un programma della posta che apre i link da solo.
Il link arriva solo a chi ha un accesso.
Ognuno vede solo il suo.
Ogni azienda vede solo i suoi dati. La regola non sta solo nella pagina che vedi: sta nell’archivio dove sono i dati, e lì non si aggira.
Dentro la tua azienda decidi tu chi vede cosa: il collaboratore che segue le spedizioni può lavorare sugli ordini senza vedere la banca. Se chiudi l’accesso di una persona, si chiude subito.
I documenti sono privati.
I documenti stanno in un archivio privato. Per scaricarli si apre un link che dura pochi minuti e non resta in giro. Quelli che ti mettiamo noi, li vedi quando li rendiamo visibili a te.
Le password dei tuoi programmi restano a te.
La password della banca non ce la dai mai: i movimenti arrivano dall’estratto conto che carichi tu.
Quando un programma ti dà un codice di accesso per collegarlo, lo scrivi una volta nel portale: resta chiuso e non lo rivede nessuno, nemmeno tu. Se lo cambi nel programma, lo sostituisci anche qui.
Cosa resta scritto.
Il sistema scrive chi ha fatto cosa, e quando, che sia una persona o il sistema da solo. Ogni operazione approvata porta il nome di chi l’ha approvata e la data. Quello che l’AI prepara aspetta l’ok di una persona, tranne le cose che hai deciso di lasciarle fare da sola: anche quelle restano scritte, e per 30 giorni si possono annullare.
Il registro si può solo allungare: nessuno può cambiare una riga per nascondere chi ha fatto cosa, nemmeno noi. Così, se un giorno serve sapere chi ha dato l’ok a una cosa, la risposta è quella vera. Se una persona chiede di cancellare i suoi dati, nelle sue righe al posto del nome resta un codice. Se è un’azienda a essere cancellata, il registro resta in forma anonima: senza nomi e senza il contenuto delle operazioni, solo il tipo di operazione e la data.
Quanto fa da sola l’AI lo decidi tu.
All’inizio l’AI chiede tutto. Cosa può fare da sola lo decide il titolare dell’account, cosa per cosa, anche quando il sistema lo costruiamo noi. Un messaggio fuori dall’azienda, una cancellazione e i codici di accesso ai programmi aspettano sempre una persona. I soldi non li sposta il sistema: i pagamenti li fai tu dalla tua banca.
Con il pulsante Ferma tutto nessun agente fa più niente da solo, finché non lo riaccendi. Ogni agente ha anche un tetto al giorno: arrivato lì si ferma e ti aspetta.
L’assistente e gli agenti del portale usano Claude, il modello AI di Anthropic. Per rispondere gli mandiamo i dati che servono a quella domanda, e non li usiamo per addestrare modelli. Ogni risposta dell’assistente porta scritto che è di un’AI, e così ogni proposta di un agente.
Le foto e i PDF che mandi all’assistente servono per quella risposta e non li teniamo. Se detti la domanda, la voce la trascrive il tuo browser: Chrome la manda a Google, Safari ad Apple. Se preferisci di no, scrivi.
Claude, ChatGPT e i programmi collegati.
Se aggiungi il tuo sistema a Claude o a ChatGPT, quello che chiedi passa da loro, come ogni altra domanda che fai lì, secondo l’accordo che hai tu con Anthropic o con OpenAI. Vedono solo quello che puoi vedere tu, e il collegamento lo togli quando vuoi dalle impostazioni del portale.
Lo stesso vale per un programma a cui dai una chiave: la revochi e smette di funzionare in quel momento.
Pagamenti e identità.
I pagamenti dei piani passano da Stripe: i dati della carta li tiene Stripe, non noi. Quando ti chiediamo di confermare chi sei, prima di un piano a pagamento o di un agente che lavora da solo, il documento lo controlla Stripe.
GDPR, nero su bianco.
Quando trattiamo dati per conto tuo, per esempio quelli dei tuoi clienti, il titolare resti tu e noi siamo responsabili del trattamento. Lo mettiamo per iscritto con la nomina prevista dall’articolo 28 del GDPR: dice cosa possiamo fare con quei dati e a quali fornitori ci appoggiamo. Li usiamo solo su tua istruzione, e non li cediamo a nessuno per fini commerciali.
La bozza della nomina, con l’elenco dei fornitori, la trovi nella pagina Nomina a responsabile. Chi vuole sapere quali dati abbiamo su di lui scrive a hello@smokingmirror.eu o alla PEC smokingmirror@pec.it: rispondiamo entro 30 giorni. Fatture e contratti li teniamo dieci anni, come chiede la legge. Il resto è nella privacy.
Se smetti.
I tuoi dati li scarichi tu quando vuoi, da Impostazioni, «I tuoi dati»: un file che apri con Excel. Da lì chiedi anche di cancellare l’azienda: hai 30 giorni per ripensarci, e dopo resta solo quello che la legge ci chiede di tenere, come le fatture che ti abbiamo fatto. Se preferisci, ce lo scrivi e lo facciamo noi. Se lavori con noi, decidiamo insieme se quello che abbiamo costruito passa a un altro fornitore o si spegne. Quello che ci hai raccontato del tuo lavoro resta riservato anche dopo, per cinque anni.
Un’azienda senza abbonamento a pagamento in cui nessuno entra per 90 giorni va in pausa: i dati restano, e per riattivarla basta entrare.
Hai un dubbio su un caso tuo? Scrivici a hello@smokingmirror.eu.